Del 7 Dicembre 2023 alle ore 05:23A Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, le iniziative per ricordare la tragedia del Salvemini avvenuta nel 1990: “Lo sgomento e il dolore per la perdita 12 giovani vite rimangono intatti a 33 anni dalla tragedia”
BOLOGNA – Un aereo in avaria, abbandonato dal pilota, si schianta su una scuola, l’istituto Salvemini di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. Muoiono 12 ragazzi, tutti 14enni o 15enni, e vengono ferite 88 persone. A 33 anni di distanza, era il 1990, anche oggi il capoluogo emiliano si è fermato a ricordare le vittime della strage del Salvemini. ‘Un filo che non si spezza’ è la frase che accompagna il manifesto per il 6 dicembre di quest’anno, realizzato dall’illustratrice Sara Colaone con parole composte dagli studenti della 1F del Salvemini. È stato consegnato questa mattina al sindaco di Casalecchio, Massimo Bosso, e ai rappresentanti dell’associazione che riunisce i parenti delle vittime. Intorno alle 9.45 è partito il corteo di studenti, familiari e autorità, assieme ai partecipanti del trekking organizzato da ‘Percorsi di Pace’ da tutti i Comuni coinvolti, verso la Casa della Solidarietà di Casalecchio dove si è svolta la commemorazione ufficiale.

Le immagini sono tratte dal sito dedicato alla tragedia del Salvemini

Gli alunni delle seconde classi sono stati coinvolti in lezioni di primo soccorso organizzate da 118, Croce Rossa e Italian Resuscitation Council. Alle 11.30 è stata celebrata la messa nella parrocchia di San Giovanni Battista con letture e coro degli studenti del Salvemini. Per tutto il periodo, dal 2 al 16 dicembre, il Comune di Casalecchio ha organizzato una serie di iniziative legate alle arti, alle Istituzioni e al mondo della scuola, come momento di ricordo e riflessione, in collaborazione con la Città metropolitana di Bologna e i Comuni di Bologna, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Valsamoggia e Zola Predosa, insieme all’associazione delle vittime e al Salvemini. In alcuni istituti del territorio verrà proiettato il docufilm ‘Per sempre giovani’, realizzato da Stefano Ferrari.

“Un dolore che non si spegne con il passare degli anni- commenta il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- perché le vite spezzate, i sogni e le speranze di quei giovani appartengono per sempre alla memoria della nostra comunità e dell’intero Paese. Ragazze e ragazzi che quel mattino, sui banchi di scuola, stavano costruendo il loro futuro e si sentivano al sicuro. Così come le loro famiglie, che li sapevano in un luogo protetto. Non si può morire a scuola“. Anche per questo, assicura Bonaccini, “continueremo a essere sempre al fianco dell’associazione delle vittime, di familiari, amici, docenti e ragazzi allora coinvolti, della scuola, di Casalecchio e della Città metropolitana di Bologna. Fare memoria è un doveroso richiamo alla nostra coscienza, ci sprona a restare una comunità unita e solidale e a lavorare ogni giorno affinché simili tragedie non debbano mai più ripetersi”.

Presente alla cerimonia l’assessore Raffaele Donini. “Lo sgomento e il dolore per la perdita 12 giovani vite rimangono intatti a 33 anni dalla tragedia– afferma- un dolore enorme per le famiglie e l’intera comunità, colpiti da un dramma inimmaginabile. Per questo è importante, ogni anno, essere presenti e ricordare chi ci ha lasciato”. Per Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa, “non si può perdere la vita sui banchi di scuola. Lo ripetiamo anche oggi. La scuola deve essere un luogo sicuro. Fare memoria è fondamentale, come Assemblea legislativa lo sosteniamo da sempre e da sempre camminiamo a fianco dell’associazione, dei familiari, dei docenti. Fare memoria, non dimenticare le stragi che hanno colpito al cuore l’Emilia-Romagna, è nostro dovere. Essere al fianco di tutta la comunità emiliano-romagnola, far sentire vicina la nostra presenza è l’impegno che accomuna il nostro agire. Per ribadire ancora una volta: mai più”.fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.itL’articolo Dopo 33 anni Bologna non dimentica i 12 quindicenni morti al Salvemini: “Non si può morire a scuola” è già apparso su Il Corriere Nazionale.

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