Del 7 Dicembre 2023 alle ore 05:27Già soccorso in passato dalla Caritas, era in precarie condizioni di salute. Vani gli ultimi tentativi di trovargli un posto in emergenza
GENOVA – Un 72enne senegalese senza fissa dimora, Diallo Seydou, è morto in strada a Genova nella notte tra il 4 e il 5 dicembre, molto probabilmente a causa del freddo. A darne notizia è la Caritas Diocesana. Nei giorni scorsi, un’unità di strada, assieme ad alcuni volontari Caritas, dopo aver incontrato il clochard durante i giri notturni e aver verificato le sue condizioni di salute affaticate e vulnerabili, aveva segnalato l’emergenza allo sportello di accoglienza Caritas al Centro Banchi. L’uomo era già stato soccorso in primavera a causa delle precarie condizioni di salute, ma dopo il periodo di 30 giorni previsto per l’accoglienza da parte degli enti aderenti al Patto di sussidiarietà con il Comune di Genova per le persone senza dimora ed estreme povertà, era tornato in strada.
“Stamattina- racconta Monica Boccardo, responsabile dello sportello accoglienza della Caritas di Genova- i nostri volontari si sono recati nuovamente sul posto per soccorrere Diallo, accompagnarlo al nostro sportello, dargli ristoro e avviare un’interlocuzione con la rete degli enti pubblici e del privato sociale per cercare di reperire un posto letto di emergenza. Purtroppo Diallo non c’era più. Abbiamo iniziato una ricerca, che in giornata ci ha portato ad apprendere della sua morte, su una panchina, con tutta probabilità dovuta alle sue condizioni di salute e al freddo intenso di quella notte“.

La tragedia fa emergere, ancora una volta, come “malgrado diverse accoglienze notturne straordinarie messe in atto dal lavoro di rete tra Comune, Terzo settore, Chiesa, la disponibilità di posti letto è ancora insufficiente, mentre la domanda aumenta, specie in questi giorni di freddo troppo intenso che porta un numero crescente di persone a riempire ogni mattina lo Sportello Caritas per riscaldarsi”, afferma Giuseppe Armas, direttore della Caritas Diocesana di Genova.
“Il lavoro di rete tra tutti i soggetti coinvolti è concreto e anche la storia dei mesi scorsi di Diallo ce lo ricorda. Eppure c’è anche la certezza che bisogna fare di più, specie per unire sempre meglio l’approccio sociale e quello sanitario nel prendersi cura di questi cittadini più esposti per problemi di salute all’usura della vita di strada”, aggiunge Armas. Che, infine, rimarca come “Il Basilico, servizio di convalescenza protetta per persone senza dimora promosso dalla cooperativa Il Melograno e dall’Auxilium, in collaborazione con la Regione Liguria e l’ospedale policlinico San Martino, dove anche Diallo era stato ricoverato, è un esempio quasi unico in Italia, ma evidentemente non può bastare. Rimane nei nostri occhi la richiesta stremata di aiuto di Diallo, che abbiamo cercato di raccogliere nel minor tempo possibile, arrivando comunque tardi”. fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.itL’articolo Genova, clochard morto su una panchina per il freddo è già apparso su Il Corriere Nazionale.

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