Del 30 Marzo 2024 alle ore 20:43

Il postmoderno e la AI sono la cifra del contemporaneo.

In “La Condizione post-moderna” Jean-Francois Lyotard individua nel sapere e potere due aspetti del processo decisionale e in particolare il sapere quale fondamentale forza produttiva.

Il sapere viene considerato un prodotto tra gli altri e come tale viene venduto e scambiato. I criteri che determinano questo processo rispondano a imperativi categorici aventi carattere di efficienza ed utilità.
Il profitto e non il sapere guida il miglioramento delle prestazioni: “la narrazione legittimante cede il passo alla potenza”: i fondi della ricerca sono destinati ad aumentare la potenza non a stabilire la verità: è quella che produce legittimazione.

Il sapere e la scienza nel post-moderno

Il sapere viene “prodotto per essere venduto, scambiato: perde il proprio valore d’uso e parte della vendita viene destinata alla ricerca per ottimizzare le prestazioni”: una mercificazione.
La scienza, vera e propria “forza produttiva”, è “un momento della circolazione del capitale”.
Il sapere, la scienza come entità sociali sono definite come “undemocratic” in quanto “generano mansioni parcellizzate e taylorizzazione della ricerca: elevata e bassa produttività, in relazione alle pubblicazioni, caratterizzano la categoria dei ricercatori”.

Wittgenstein e Lyotard

Per Jean-Francois Lyotard il problema del sapere pone quello del governo e l’analisi del sapere comporta, di fatto, un’ analisi del legame sociale che per l’autore è “costituito da mosse linguistiche”: il richiamo è ai giochi linguistici di Wittgenstein.
Vanno determinate quali regole, proprietà, collocazione e usi sono sottesi a ogni enunciato così come avviene per ogni pezzo della scacchiera.
“Il parlare è combattere”: è l’agòn, è la sfida che costituisce l’atto linguistico.
Il post-moderno non sembra capace di espungere fino in fondo il ‘pòlemos’, il conflitto.

La tecnica e il general intellect

Nasce l’intelligenza ‘altra’ vale a dire in possesso di sapere-sapienza, avviene così il passaggio dall’‘argon’ alla “téchne”
Il ‘knowledge’ non appare più subordinante, coercitivo o solo tale ma suadente, giocoso, seduttivo: la sua pervasività si insinua in ogni aspetto dell’esistenza: commercializzazione, istituzioni, cultura, scienza ed immaginario.

Nel mondo post-moderno la ricerca scientifica rovescia la ragione classica: dal teorema di Gödel ai ‘frattali’ di Mandelbrot, alla Teoria delle Catastrofi di René Thom al ‘dadaismo epistemologico’ di Feyerabend “la matematica rimette in discussione la possibilità di misurazione”.

E infine per Medawar ‘non esiste un metodo scientifico’ e lo scienziato è uno che ‘racconta storie’.
C’è una contemporanea necessità di comprendere, riflettere sulla natura dell’occidente, sulla sua ipotetica e reale crisi.

Conclusione

La condizione post-moderna di Jean-Francois Lyotard ha inaugurato e segnato un’era nella quale siamo ancora immersi  che vede nella Intelligenza Artificiale il suo naturale prosièguo e nel contempo il suo superamento in quanto l’ambiente creato dall’uomo vede l’imporsi di una tecnica che compete col linguaggio: la peculiarità del sapiens.

Siamo, come ha scritto il Prof. Barbero, ad una “periodizzazione” come da storico ha definito giustamente l’avvento della AI equivalente alla scoperta dell’America o prima ancora alla ruota o al fuoco.

Si può affermare che se quelle epoche rappresentano il dominio dell’umano sul reale, la AI è ancor più una svolta paradigmatica quale la scoperta dell’energia atomica: niente è più come prima o meglio c’è un prima e un dopo AI.

L’utilizzo della AI impone al centro della riflessione problemi etici di grande portata, tutt’ora aperti, una riconsiderazione ed un riposizionamento del sapiens non più unico detentore della parola.

L’articolo Il postmoderno e la AI è già apparso su Il Corriere Nazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.