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Famoso per il rally automobilistico Parigi-Dakar, il Senegal si trova in Africa occidentale sull’Oceano Atlantico nella zona tropicale del Sahel; la popolazione si concentra più che altro nella fascia costiera dove si trova anche la capitale Dakar, e vicino ai corsi d’acqua: questo perché l’entroterra è arido e poco ospitale. L’estensione delle savane è diminuita col tempo per l’aumento delle città e delle zone antropizzate, ma è tuttora notevole. I portoghesi furono i primi a formare nel ‘500 una comunità stabile  composta da europei sull’isola di Gorée, dove nacque un florido commercio di schiavi. Infatti i portoghesi acquistavano dall’etnìa dominante, i Wolof, gli schiavi rapiti o raramente comprati dai Wolof medesimi nelle zone interne.  La tratta proseguì poi tranquillamente con gli olandesi che acquistarono l’isola di Gorée,

ma verso la fine del ‘600 venne presa dagli inglesi e dopo dai  francesi; da quel momento l’isola divenne un centro molto importante per la tratta schiavile. Ne seguì una disputa tra inglesi e francesi che durò per tutto il ‘700, finché nel 1815 la Francia ebbe il monopolio commerciale sul Paese.

Dal ‘500 in poi si sono quindi susseguite numerose colonizzazioni, non solo quella francese ma anche portoghese, olandese e inglese.

La svolta avvenne nei primi del ‘900 quando i francesi dichiararono Dakar colonia ma con una sua autonomia, proclamandola capitale dell’Africa Occidentale Francese; poco dopo i senegalesi residenti ricevettero la cittadinanza francese e potevano anche eleggere i loro rappresentanti alla Camera in Francia. Alla fine della seconda guerra mondiale la cittadinanza fu poi estesa a tutti i senegalesi, in quanto il Senegal divenne territorio francese.

E’ indipendente dal ’60 ed è oggi un Paese ufficialmente francòfono proprio per essere stato in passato una colonia francese, anche se la maggioranza dei nativi parla lingue locali, soprattutto il wolof. Di religione prevalentemente musulmana, è popolato da varie etnìe e sono presenti anche italiani dediti principalmente al settore turistico. L’economia è soprattutto agricola basata più che altro sulle arachidi, ma c’è stato anche un  certo sviluppo dell’industria. Complessivamente, si tratta di un Paese abbastanza stabile rispetto  alla media degli Stati africani, e  dal 2019 è una  Repubblica.

Non mancano le attrazioni non solo naturali, nella capitale si trovano anche numerosi locali. La popolazione è incline all’espressione artistica e musicale; a Dakar, città con quasi tre milioni d’abitanti, c’è anche un Museo importante, il Musée Théodore Monod, che raccoglie molte opere d’arte africana.

Come in tutte le metropoli, occorre attenzione nelle periferie perché si potrebbe essere derubati soprattutto nelle ore notturne; meglio non indossare oggetti costosi e troppo appariscenti.

Per gli appassionati di eventi sportivi fra un paio d’anni ci saranno a Dakar i Giochi Olimpici giovanili estivi, è la prima volta che in Africa si disputano Giochi Olimpici; sarà anche un’ottima occasione per visitare la Penisola di Capo Verde, dove appunto si trova la città. Meglio munirsi di ombrello comunque, la stagione invernale è asciutta ma quella estiva per niente…

SandraFallaci©

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